La rinascita di un territorio

È l’alba degli anni Cinquanta quando il Conte Stefano Rivetti, proveniente da una delle famiglie più influenti dell’industria tessile piemontese, incontra Maratea e ne coglie la bellezza incontaminata, scegliendo questo territorio per lo sviluppo dei suoi progetti. Tutto inizia a Fiumicello, un angolo di Tirreno ancora oggi profondamente amato da chi lo abita, dove Rivetti fonda il suo primo progetto tessile nel 1953. Da lì, Maratea inizia a raccontarsi in modo nuovo. 

Una destinazione allora lontana dalla prosperità economica di altre zone d’Italia, ancorata a una vita rurale e agricola, dove la civiltà contadina, pur lontana dal progresso, custodiva un’antichissima sapienza. Nel 1956, mentre l’Italia vive un momento di svolta – Cortina ospita per la prima volta le Olimpiadi Invernali e Anna Magnani diventa la prima attrice italiana a vincere un Oscar – l’hotel Santavenere apre le sue porte.

Fascino da cinepresa

Sin da subito riconosciuto nel mondo come “gioiello lucano”, l’hotel Santavenere segna l’avvio dello sviluppo turistico di Maratea e del territorio circostante, dal Golfo di Policastro fino alle coste della Calabria e della Campania. Poco a poco, il paese si popola di visitatori provenienti da ogni angolo del mondo: arrivano attratti dalle sue bellezze e restano per scoprirne le usanze, la tradizione popolare, le feste, il paesaggio. 

Il fascino di questo luogo ispira i versi di artisti come Pier Paolo Pasolini e Domenico Modugno, e incanta registi che lo scelgono come scenario di pellicole con attori di fama internazionale, da Anita Ekberg a Peppino De Filippo. 

un legame indissolubile

Quella tra Santavenere e la sua terra è una storia talmente intrecciata da diventare unica: non c’è angolo di questo luogo in Via Conte Stefano Rivetti che non custodisca anche l’anima di Maratea.  

Nel 2020 per l’Hotel Santavenere si apre una nuova stagione. L’imprenditore Paolo Barletta sceglie di prendersi cura di questo luogo affacciato sul mare di Maratea, con l’intenzione di preservarne l’identità e accompagnarlo in un percorso di rinnovamento discreto, rispettoso della sua storia. Il progetto si sviluppa insieme all’hotelier Aldo Melpignano, che ne orienta la direzione creativa e strategica, portando un’idea di ospitalità contemporanea ma profondamente legata al luogo e alle persone che lo abitano. Santavenere continua così il suo cammino: fedele alla propria anima, capace di rinnovarsi senza perdere ciò che lo rende unico. 

In settant’anni, sono tante le storie che si sono incontrate qui. Chi arriva da lontano, chi scopre questi luoghi per la prima volta, chi torna e chi resta solo il tempo di un’estate: percorsi diversi che si incrociano al Santavenere e finiscono per perdersi tra i vicoli del centro storico, davanti agli scorci a strapiombo sul mare, lungo le curve che salgono verso il Cristo Redentore, commissionato dal Conte e oggi simbolo della destinazione.  

È un luogo fatto di voci diverse, lontane e vicine, ognuna parte di ciò che è oggi. 

B O O K